Società Umanitaria Cineteca Sarda di Cagliari

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Viale Trieste 118/126 - tel. 070278630 - 070280367

Email: cinetecasarda@gmail.com - Sito: www.lacinetecasarda.it

 

Giovedì 26 marzo 2015

Ore 15.30

Cineteca Sarda

Viale Trieste 126 - Cagliari

La CTE Sigmagraf e il Centro CSM Cagliari A (ASL 8) presentano:

VIAGGIO STRA-ORDINARIO

Dall’omologazione alla bellezza dell’unicità

Rassegna cinematografica

 

Giovedì 26 marzo 2015

Cineteca Sarda, ore 15.30

 

Proiezione del film

CORPO CELESTE di Alice Rohrwacher (2011)

Con Yle Vianello, Salvatore Cantalupo, Pasqualina Scuncia, Anita Caprioli, Renato Carpentieri

 

Marta ha 13 anni ed è tornata a vivere alla periferia di Reggio Calabria (dove è nata) dopo aver trascorso 10 anni in Svizzera. Con lei ci sono la madre e la sorella maggiore che la sopporta a fatica. La ragazzina ha l'età giusta per accedere al sacramento della Cresima e inizia a frequentare il catechismo. Si ritrova così in una realtà ecclesiale contaminata dai modelli consumistici, attraversata da un'ignoranza pervasiva e guidata da un parroco più interessato alla politica e a fare carriera che alla fede.

 

Ingresso libero

 

Un gruppo di appassionati di cinema; uno spazio messo a disposizione dal CSM di Cagliari A in collaborazione con la Cineteca Sarda; una sfida da intraprendere: condividere i propri interessi con un pubblico più vasto. Il risultato: siamo tutti potenziali eroi del quotidiano che compiono un viaggio Stra-ordinario e che hanno la possibilità di conoscere la bellezza unica dell'altro! Un viaggio attraverso le relazioni, il cibo, le altre culture, l'amore, l'amicizia, l'immigrazione, l'infanzia e la morte; un viaggio nell'umanità! Due rassegne cinematografiche a partire da giovedì 19 marzo alle 15.30 presso la Cineteca Sarda in V.le Trieste a Cagliari. Vi aspettiamo!!!!

 

 

Giovedì 26 MARZO 2015

Ore 20.30

Cineteca Sarda

Viale Trieste 126 - Cagliari

Le Ciné-Club de l’Alliance Française presenta

LE JEUDIS DU CINÉMA

Rassegna cinematografica

 

Giovedì 26 marzo 2015

Cineteca Sarda, ore 20.30

 

Proiezione del film

LA VIE D'ADÈLE (La vita di Adele)

di Abdel Kechiche (Francia 2013)

Con Léa Seydoux, Adèle Exarchopoulos, Salim Kechiouche, Mona Walravens, Jeremie Laheurte.

durata 179 min.

Lingua originale con i sottotitoli in italiano

 

Adèle ha quindici anni e un appetito insaziabile di cibo e di vita. Leggendo della Marianna di Marivaux si invaghisce di Thomas, a cui si concede senza mai accendersi davvero. A innamorarla è invece una ragazza dai capelli blu incontrata per caso e ritrovata in un locale gay, dove si è recata con l'amico di sempre. Un cocktail e una panchina condivisa avviano una storia d'amore appassionata e travolgente che matura Adèle, conducendola fuori dall'adolescenza e verso l'insegnamento. Perché Adèle, che alle ostriche preferisce gli spaghetti, vuole formare gli adulti di domani, restituendo ai suoi bambini tutto il bello imparato dietro ai banchi e nella vita. Nella vita con Emma, che studia alle Belle Arti e la dipinge nuda dopo averla amata per ore. Traghettata da quel sentimento impetuoso, Adèle diventa donna imparando molto presto che la vita non è sempre un (bel) romanzo.

 

Ingresso libero

 

     

Venerdì 27 marzo 2015

Ore 19.00 – Ore 20.30

Cineteca Sarda

Viale Trieste 126 - Cagliari

La Società Umanitaria - Cineteca Sarda di Cagliari presenta

LIBRI & CINEMA

Lo sguardo e la lettura: punti di vista e pagine scritte a confronto

Ciclo di presentazioni di libri e film

 

Venerdì 27 marzo 2015

Cineteca Sarda, ore 19

 

Presentazione del libro

LA MELA DI CEZANNE E L’ACCENDINO DI HITCHCOCK

di Antonio Costa (Ed. Einaudi, 2014)

Presentazione a cura diGianni Olla

 

IL LIBRO:

Antonio Costa si occupa di ciò che «arreda» il mondo in cui si svolgono le storie, di ciò che sta attorno ai personaggi: delle cose con cui i personaggi entrano in contatto e delle cose che in vario modo entrano nella storia. E se ne occupa da vari punti di vista: narrativo, plastico, simbolico. Indaga cioè sul rapporto tra le cose e le forme cinematografiche: sul perché possiamo dimenticare certi particolari della trama dei film di Hitchcock, ma non dimenticheremo mai determinati oggetti degli stessi film: una chiave, un bicchiere di latte, un accendino...

La mela è una di quelle «incredibili mele e pere dipinte da Cézanne» che Woody Allen, in Manhattan, mette tra le dieci cose per le quali vale la pena di vivere. L'accendino è quello di Delitto per delitto: secondo gli esperti un Ronson, modello Adonis, personalizzato. A metterli assieme, la mela di Cézanne e l'accendino di Hitchcock, è stato Godard, in Histoire(s) du cinéma. E questo per dirci che sono ben pochi quelli che conservano memoria della mela di Cézanne in confronto a quanti ricordano l'accendino di Delitto per delitto. Da qui prende le mosse questo libro dedicato alle cose che vediamo nei film, e ai film come luoghi in cui gli oggetti quotidiani sono diventati, almeno nel nostro immaginario, quello che sono. Non solo di caffettiere, panchine e spremiagrumi si tratta, ma anche di una goccia di pioggia su una foglia, della fiamma di un fuoco acceso in riva al mare, di un fossile incastonato in una roccia...

 

L’AUTORE:

Antonio Costa, saggista e storico del cinema, ha insegnato nelle Università di Bologna, dove ha diretto il Dipartimento di Musica e Spettacolo dal 1995 al 1998, di Trieste e di Venezia (IUAV) e, come visiting professor, a Paris VIII e a Montréal. Fa parte del Comitato Scientifico della Storia del Cinema Italiano del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Tra i Suoi libri più recenti: la nuova edizione di Saper vedere il cinema (2011); Viaggio sulla luna (2013) e Il cinema italiano (2013). Per le edizioni Einaudi ha pubblicato Il cinema e le arti visive (2002).

 

ore 20.30 - proiezione del film

IL DIAMANTE BIANCO (The White Diamond, GB-Germ. 2005)

di Werner Herzog

Documentario, durata 90 min )

Soggetto: Werner Herzog, Rudolph Herzog - Sceneggiatura: Werner Herzog - Fotografia: Henning Brümmer, Klaus Scheurich - Montaggio: Joe Bini - Musiche: Ernst Reijsiger, Eric Spitzer - Interpreti: Werner Herzog:, Graham Dorrington, Annette Scheurich, Marc Anthony Yhap

 

C'è un vascello bianco che vola più leggero dell'aria su una foresta pluviale, c'è un ingegnere aeronautico, Graham Dorrington, a governarlo nel cielo e c'è un regista, Werner Herzog, a trasformarlo in cinema. La magnifica ossessione del volo, la natura e il cinema sono gli ingredienti di questo documentario girato due anni fa nel cuore della Guyana, che anticipa dello stesso autore il naturalistico Grizzly Man e il fantascientifico L'ignoto spazio profondo.

Il diamante bianco del titolo è un dirigibile gonfiato ad elio che sorvola le imponenti cascate del Kaieteur, dietro le quali, proprio come dietro a un sipario, nidificano i rondoni e si annidano miti e leggende indigene. Davanti alla macchina da presa del regista bavarese, Dorrington mostra i modellini progettati nel suo hangar in Inghilterra, prototipi che visualizzano quello che diventerà il White Diamond, esattamente come un museo di storia naturale evidenzia il legame evolutivo tra gli esseri viventi. I suoi palloni volanti arrivano da lontano, da quando bambino un razzo scoppiato gli tranciò tre dita della mano. Dall'infanzia le ascensioni mirabolanti e le cadute rovinose dei dirigibili lo hanno accompagnato come una visione superiore. Una visone che nel momento dell'affermazione fallisce, negata dalla natura pesante dell'uomo. Dodici anni prima dell'impresa tentata con Herzog, a morire, precipitato nel vuoto dalla sua invenzione, è l'amico e regista Dieter Plage. Il lutto e il senso di colpa mai rielaborati da Dorrington vengono perdonati e superati nel volo perfetto impressionato in questo documentario. Una trasvolata che questa volta ha il dono "sostenibile della leggerezza". Nella traversata aerea lo accompagna Herzog, che da quella posizione transitoria e privilegiata ribadisce la sua visione cinematografica, insieme estetica ed esistenziale. La poetica archetipica dell'eroe ossessionato dalla sua "weltanschauung", da un'idea del mondo "al di sopra" come un dirigibile bianco o come la melomania di Fitzcarraldo. Non di meno le riprese a terra di Herzog, rivelano una medesima esaltazione mistica. Intorno alla spedizione si muovono uomini e donne indigeni che informano la natura incontaminata del loro romanticismo, sognando di volare col proprio gallo in Spagna, magari da una mamma lontana, o danzando su rocce a strapiombo per cullare lo spirito della cascata.

 

Ingresso libero

 

Promosso da Regione Autonoma della Sardegna - Ufficio Beni Librari, biblioteca e archivio storico regionale e dal Servizio Audiovisivi Provinciale - Biblioteca provinciale di Cagliari

In collaborazione con: Istituto Gramsci della Sardegna; Cineclub Fedic di Cagliari; Casa Natale Gramsci di Ales; Società di Sant’Anna

 

 

 

 

 

Centro servizi culturali Società Umanitaria - Viale Trieste 118, 126 - Cagliari - Tel. 070 278630 - cinetecasarda@umanitaria.it