La primavera di Lula

Da dieci anni, il paese barbaricino non ha più avuto un sindaco; pare, infatti, dice la voce fuori campo, che qui non sia permesso votare. Il motivo è dato da un centinaio d'ettari di proprietà del comune in cui i pastori sono soliti portare le pecore al pascolo. Ogniqualvolta il comune ha tentato il recupero di queste terre, in paese sono scoppiate le bombe. Elvira Calia, insegnante, intervistata dai microfoni di Tv7, afferma che a Lula la cristallizzazione di diversi problemi ha prodotto una paura che col tempo è divenuta rassegnazione. Il servizio presenta Lula come una sintesi di contraddizioni. Un tempo il paese era il simbolo della sinistra militante che cambiò il nome a tutte le strade. In particolare, fece scalpore il caso della via S.Francesco divenuta via Carlo Marx. Questo è il luogo che ha dato i natali a Matteo Boe, il capo della banda che sequestrò il piccolo Farouk Kassan, ma è anche un centro che mostra una spiccata sensibilità verso i problemi altrui, contribuendo in maniera importante, sebbene qui non vi siano talassemici, alla donazione di sangue. Dopo dieci anni anche Lula ha un candidato sindaco nella persona di Maddalena Calia, la quale si presenta alle elezioni con una lista di centro - destra. È, dicono in paese, la primavera di Lula. La comunità del centro barbaricino è tuttavia scontenta perché si era lavorato al fine di presentare una lista senza colori politici. Anche Casini è giunto in paese per invitare i lulesi al voto. Ora il problema è, infatti, il raggiungimento del quorum.

Iniziativa a cura del Centro di Servizi Culturali Società Umanitaria - Cineteca Sarda