Sardegna: l'etÓ dei nuraghi

Dal 1800 a.C. sino alla fine del VI secolo, la Sardegna vide fiorire un civiltà propria, dai caratteri indipendenti: la civiltà nuragica. Il film propone una visita in alcuni dei più importanti siti nuragici. Il viaggio inizia a Barumini, a "Su Nuraxi", il nuraghe castello e il villaggio attorno. Giovanni Lilliu illustra la struttura e la vita all'interno del complesso. Mostra le due torri dell'antemurale, una rivolta a nord e l'altra a nord ovest, le murature che uniscono le due torri; il cortile interno, alto circa 15 m, con il pozzo al centro e sulla destra la porta d'accesso alla torre più antica. Del villaggio antico, risalente alla seconda metà del II millennio a.C., lo studioso mostra due capanne, dalla forma circolare, con il basamento in pietra; una, conserva al centro una grossa macina in pietra. Nel villaggio più recente, della metà del VII secolo, troviamo capanne con una struttura più complessa. Lilliu indica una capanna che presenta più stanze. Una scaletta portava al piano superiore, in una camera si trova il forno, dove si cuoceva il pane del tipo carta da musica, ancora diffuso in Sardegna, un'altra stanza era adibita alle cerimonie di purificazione della famiglia. Dentro le mura della fortificazione è presente una sala delle riunioni, formata da una vasta rotonda, con un sedile tutto intorno alla base. Il viaggio prosegue al Santuario di Santa Vittoria di Serri, nella provincia di Nuoro. Lilliu descrive il pozzo, del 1000 a.C., dedicato alla divinità delle acquee, forse simbolizzata dal toro. Nella facciata, quando era ancora intatta, vi era incastrata una testa taurina. E' presente un luogo dove si sacrificavano piccoli animali, in cui sono state ritrovate varie figurine di bronzo del VIII secolo. Il pozzo è simile a quello di Santa Cristina, presso Paulilatino. A Santa Vittoria è presente un porticato dove sostavano i pellegrini, vi sono stati ritrovati frammenti di ossa. Erano presenti bottegucce e una piazza della festa. Per quanto riguarda l'arte, presso Cabras, a Oristano, sono state rinvenute grandi statue di pietra calcarea, del VIII-VII secolo a.C., che rappresentano militari. Le statuine votive in bronzo, modellate con la tecnica della cera perduta, conosciute come bronzetti, sono esposte nei musei di Cagliari, nazionali ed esteri. Le statuine sono molto importanti, non solo dal punto di vista artistico, rappresentano, infatti, tutte le classi sociali e fanno luce sull'economia dell'epoca. A Madau presso Fonni, troviamo le tombe dei giganti, così chiamate per le grandi dimensioni; queste tombe risalgono all'età nuragica. Le quattro tombe sono poste a semicerchio e orientate verso il sole e verso l'arco di Corr'e Boi. Si trova per la prima volta, in una tomba sarda, il focolare, con una funzione purificatrice o simbolica. Sono presenti alcune stele a coppelle, dalla simbologia femminile o astrale.

Iniziativa a cura del Centro di Servizi Culturali SocietÓ Umanitaria - Cineteca Sarda