Lungo il fiume

Secondo la leggenda, furono i venti a spianare la terra e creare il Campidano. L'acqua è l'elemento primario della piana. Il fiume Tirso, il più lungo della Sardegna, è nei pressi di Oristano, crea una zona umida che si estende tra Cabras, Santa Giusta, Nistras, S'ena Arrubia, acque salmastre in cui è facile trovare fenicotteri, cavalieri d'Italia, cormorani. L'economia dei centri di Oristano, Santa Giusta, Cabras, Marceddì, gode dei benefici dell'ambiente. Muggini, anguille, orate, spigole, aragoste sono ingredienti tipici della cucina locale. Piatto tipico peculiare della zona è "Sa Marga", muggine condito con la ziba, un'erba palustre. Dal muggine, inoltre, si produce la bottarga. Tra i vini, la speaker cita il Paglierino di Nuragus e la tipica vernaccia. La pesca avviene in alcuni casi con l'ausilio delle imbarcazioni tipiche "is fassonis", di giunchi intrecciati. Ogni anno i pescatori danno luogo persino a una regata con tali imbarcazioni. A fine agosto, primi di settembre, in onore di San Salvatore ha luogo la famosa corsa detta "degli scalzi". La costa tra Marceddì e Torregrande è ricca di alberghi e centri ricettivi. Il viaggio attraverso la provincia di Oristano prosegue con la penisola del Sinis e la sua folta macchia mediterranea. Abitazioni in falasco, tipiche dei pescatori, sono ancora presenti nei pressi della spiaggia di S. Giovanni. Di seguito, le immagini mostrano Tresnuraghes e Porto Alave: la costa frastagliata, di un rosso cupo, per proseguire poi con S. Caterina di Pittinuri, la cui bellezza è particolarmente apprezzabile durante l'inverno. A S'Archittu e S. Caterina invece sono numerose le presenze turistiche. Attraverso la costa rocciosa di Capo Mannu si arriva al porto di Putzu Idu, e da lì a Is Arenas, deserto lungo otto chilometri e largo due, sabbioso, ma con intorno un insolito bosco di eucaliptus nel quale si possono trovare esemplari di conigli, upupe, pernici, e il gruccione. L'agriturismo e la cultura del cavallo sono presenti nelle zone montuose della provincia. L'altopiano di Abbasanta, basaltico, presenta boschi di sughero e fonti rinomate. Restando nelle zone montuose, le immagini mostrano Sos Morinos, rio nei pressi di Santu Lussurgiu, e esemplari di daino presenti a Neoneli. Infine, il Monte Arci, vulcanico, nell'antichità riserva di ossidiana, con le sue querce giganti. Lo sguardo si sposta sulle varie località della zona: Ales, città natale di Antonio Gramsci, quindi Mogoro, di cui si ricorda la fiera del tappeto, e San Vero Milis coi suoi cestini intrecciati e vasi. A Santu Lussurgiu ha sede un museo con mostra della Tecnologia Contadina, e l'artigianato propone maschere carnevalesche e coltelli e utensili. Alimenti tipici della zona sono il formaggio pecorino, la cordula e la tratalia, oltre che i culurgiones e malloreddus. Le imagini mostrano la realizzazione de "su siccu", ricetta tipica locale. Dal punto di vista storico e archeologico, il Parco Archeologico di Tharros propone un interessante itinerario, mentre altri resti si possono trovare S. Caterina di Pittinuri e nella distrutta città di Cornus (II Guerra Punica). All'epoca nuragica risale il Nuraghe Losa, presso Abbasanta, così come le Domus de Janas di Ardauli. Protosardo è invece il pozzo sacro di Santa Cristina. I reperti si trovano esposti nell'Antiquarium Arborensis, presso il municipio di Arborea. Al termine della panoramica di stampo archeologico, nel film si passa a mostrare alcuni esempi dell'edilizia sacra della zona. S. Salvatore, luogo di ambientazione di numerosi "spaghetti western". La chiesa romanica di Santa Giusta, del XII secolo, quindi quella di San Lussorio a Fordongianus. A Bonarcado si trovano la Madonna di Bonaccattu (XII secolo) e la chiesa di Santa Maria, consacrata da Barisone nel 1147. San Pietro di Zuri, del 1291, presenta un campanile opera del maestro Anselmo da Como. La cattedrale barocca di S. Pietro, ad Ales, è opera invece dello Spotorno, del XVII secolo. La Basilica di Santa Maria della Neve, a Cuglieri, è databile intorno al 1600. San Leonardo de Siete Fuentes fu il luogo della morte di Guelfo, figlio del conte Ugolino. La carrellata si conclude con le chiesa di S. Gregorio Magno a Solarussa, la chiesa campestre di Santa Croce e Santa Maria della Guardia ad Ardauli. Il santuario di Santu Antine (1789), a Sedilo, è teatro ogni anno dell'Ardia. A Santu Lussurgiu, invece, a carnevale si ripete la festa de Sa Carrela e Nanti. La Sartiglia, invece ha luogo a Oristano. Le immagini mostrano la vestizione de su Componidori, il capocorda. Il carnevale di Samugheo vede protagonisti i Mamutzones. L'ultima parte del film è dedicata a Oristano. La torre Mariano II, costruita nel XII secolo da maestranze toscane, quindi la Torre di Pontixedda e la cappella del rimedio e il santuario omonimo. La festa del rimedio ha luogo l'8 settembre di ogni anno. All'aeroporto di Fenosu è possibile praticare anche l'aeromodellismo. Le ultime scene mostrano un ballo sardo eseguito dal gruppo folk "Barigadu" di Ula Tirso, e il museo dello strumento tradizionale a Tadasuni.

Iniziativa a cura del Centro di Servizi Culturali SocietÓ Umanitaria - Cineteca Sarda