Panna acida

Il film è privo di commento, i personaggi non parlano tra loro. Notte, un uomo fa dei segnali luminosi sul Bastione di Cagliari. Mattina, un uomo con un impermeabile bianco, legge il Times ridendo, si alza, va alla stazione e aspetta il treno. Un altro uomo con l'impermeabile nero, taglia per un campo incolto, in primo piano solo una pianta di fico. L'uomo incrocia il treno, prosegue a camminare sui binari, sale sul treno. Siede di fronte all'uomo con l'impermeabile bianco, che legge il giornale, si alza. E' in ascensore, preme il pulsante, corre in strada, incontro alle macchine, rallenty, perde il cappello. Passeggia sotto i portici di via Roma, attraversa il Largo Carlo Felice, va al Bastione. Il mercatino, c'è molta gente. Porta Cristina di notte. Le luci della città sono sgranate, si riflettono sul mare, l'uomo cammina, via Roma. Entra in un locale. Giorno, l'uomo è davanti alla chiesa di Bonaria. E' seduto in un locale, vicino ad una donna dagli occhi chiari, la donna nei giardinetti pubblici lo guarda, poggiata ad una vecchia locomotiva, la stessa donna riappare in uno schermo del locale, continua a guardarlo, lui la cerca invano. Panorama della città dai giardinetti. Distrugge con un bastone un bambolotto infilzato da siringhe insanguinate. Cammina al Poetto, rivede la donna, camminano insieme mano nella mano. Un uomo vestito di bianco lo blocca con la mano, lui corre via. Notte, segnali luminosi dal Bastione. Il film si conclude con la scritta "Cream became acid when is not preserved in the refregerator of the reality, Shakespeare. La panna diventa acida quando non si conserva nel frigorifero della realtà." L'uomo fa una telefonata, compare un'altra scritta: "I'm sorry director I don't understad the last word."

Iniziativa a cura del Centro di Servizi Culturali SocietÓ Umanitaria - Cineteca Sarda