Operazione rapaci

Sull'Appennino modenese le guardie forestali e gli ambientalisti sorvegliano i nidi dei rapaci, stagionalmente saccheggiati per alimentare un ricco mercato di collezionisti. Un esempio di questo tipo di contrabbando viene proprio dalla Sardegna, ed è illustrato nel filmato dai titoli dei giornali che parlano di un'auto bloccata a Genova con dentro nascosti alcuni cuccioli di falco. Il rischio per i rapaci costituisce un pericolo reale per la loro sopravvivenza nell'ecosistema naturale. Diverse strutture sul territorio nazionale si occupano del recupero e della cura dei rapaci, come l'ospedale per uccelli di Parma, che ospita un buon numero di rapaci quasi tutti con ali o zampe spezzate da armi da fuoco. Una parte importante del recupero dei rapaci è il loro reinserimento nel sistema naturale al quale sono stati sottratti; nelle immagini la liberazione degli uccelli guariti nel parco del Circeo, davanti ad un nutrito gruppetto di spettatori. Anche in Sardegna si provvede a liberare i piccoli falchi, depositandoli però nei nidi di altri falchi adulti e sperando che questi li adottino senza problemi. Un rocciatore si cala con una fune e i falchetti nella sacca giù per una parete rocciosa fino al nido; qui deposita i piccoli e si attende il rientro dei falconi, che depositano la preda dimostrando di prendersi cura dei nuovi piccoli. Altre immagini riportano nuovamente sull'Appennino modenese, nel nido del falco pellegrino per seguirne le operazioni quotidiane. I rischi del bracconaggio e contrabbando dei rapaci sono particolarmente sensibili per questi uccelli già rari, che potrebbero diventare ancora più rari fino a scomparire negli ambienti naturali.

Iniziativa a cura del Centro di Servizi Culturali SocietÓ Umanitaria - Cineteca Sarda