Il Limbara

Il documentario introduce alla visita del Limbara, la "sentinella della Gallura" e fornisce allo scopo una serie di suggerimenti per turisti, con indicazioni di itinerari e descrizioni delle specificità ambientali della zona del Limbara.

Il Limbara raggiunge, con Punta Sa Berritta, i 1359 metri, ed è il baricentro di una vasta zona di interesse naturalistico che comprende due parchi (Limbara e Marghine-Goceano), venti riserve naturali, cinque monumenti naturali e tre zone di interesse naturalistico. Il parco interessa i comuni di Berchidda, Oschiri, Calangianus e Tempio, ma i ricercatori inseriscono spesso nei loro studi anche Luras, Nuchis, Aggius e Bortigiadas.

Delle oltre 700 specie presenti nel parco oltre 70 sono endemiche e alcune esclusive. A nord del parco, sulle vette, opera l'Ispettorato Forestale, a sud, dal 1972, l'Azienda Foreste Demaniali. Un progetto prevede il ripristino dei vecchi sentieri attraversati, negli anni '60, da oltre diecimila capre.

Nella valle del rio Solianas si possono ammirare il pini, lecci e frassini. L'aquila reale volteggia sul rio Carasu con fioritura della macchia. Una delle attività presenti sul Limbara è l'apicoltura per la produzione del miele.

Nei Cantiere dell'Azienda Foreste Demaniali si allevano mufloni e daini per il ripopolamento delle aree che ne sono sprovviste. Altri progetti riguardano la costruzione di un arboreto mediterraneo sulle cime, e di un orto botanico a Tempio, mentre grande rilievo sarà dato allo studio del sughero e della fauna e alla difesa delle specie vegetali come le viti, dalle quali si produce il Vermentino di Gallura.

Dopo la presentazione delle peculiarità ambientali, la voce fuori campo passa a indicare percorsi turistici che interessano i vari comuni del Parco e le aree limitrofe. Di Berchidda si notano le numerose chiese, e un percorso pedemontano che sfiora il monte Acuto e il Coghinas. Sul Coghinas, la festa campestre nella borgata San Leonardo è di grande importanza per Oschiri. In quell'occasione, oltre a una processione molto seguita, si possono consumare piatti tipici come le "panadas".

La diga del Coghinas alimenta una importante centrale elettrica.

Il parco è attraversato dalla linea "Alghero-Sassari-Tempio-Palau" del trenino verde. La stazione di Tempio, in particolare, è affrescata dal Biasi. Il centro storico in granito e il clima fresco la rendono, secondo la voce narrante, ideale per un visita o un soggiorno. La sua cattedrale in stile quattrocentesco e il Carnevale sono altre attrattive per il turista. Dalla fonte di Rinaggiu, presso la collina Curragia, si può vedere Aggius.

Un centro importante è Calangianus, uno dei comuni a più alto reddito in Italia, grazie al sughero che viene lavorato in loco. Le sue tre cime, Monti di Deu, Monte Lixiu e Monte Biancu, sono sul versante nord del parco. Conca de li banditi, presenta abitazioni rupestri in cui si rifugiavano i briganti. Le abitazioni tipiche dei pastori galluresi, gli stazzi, attendono una valorizzazione agrituristica per la loro tipicità.

Il documentario si conclude con due zone di possibile valorizzazione turistica, non comprese nel parco: Monte Pulchiana ad Aggius e Monte Pino, in territorio di Telti, il monte che domina Olbia e chè fa parte di una riserva naturale.

Iniziativa a cura del Centro di Servizi Culturali SocietÓ Umanitaria - Cineteca Sarda